mercoledì 27 gennaio 2016

Andrea Bocchi vincitore assoluto del primo foto contest 2016



VINCITRICE ASSOLUTA DEL CONTEST 2016 COMUNE DI MANCIANO





SECONDA CLASSIFICATA





TERZA CLASSIFICATA 


E’ un ritratto delle “Cascate del Mulino” di Saturnia quello vincitore del contest fotografico per la copertina del calendario eventi del Comune di Manciano 2016.
La foto, premiata con 590 LIKE, sarà la copertina del calendario, mentre le prime venti classificate comporranno il mosaico sul retro. 
Il progetto di promozione territoriale ha lo scopo di comunicare agli operatori turistici ed ai turisti tutte le iniziative del 2016 sul territorio maremmano.
Ogni mese sarà arricchito da una fotografia del territorio che lo racconta dal punto di vista di chi lo ama.
Andrea Bocchi è un fotoreporter, vero amante di questa terra, autore dello scatto vincitore che ha conquistato il podio e si è aggiudicato anche il secondo e terzo posto.
Ha studiato fotografia a Torino dove, sin da ragazzino, si adopera con dedizione al suo studio con la prima macchina fotografica prestatagli dal babbo. La sua passione per gli scatti trovava libero sfogo soprattutto nei periodi trascorsi in Maremma Toscana a Semproniano dai nonni, luogo al quale è legato dalla nascita.
Da sempre il suo interesse principale è stato il ritratto. Dopo un periodo all'ufficio stampa del Ministero della Difesa a Roma, Andrea ha avuto l’onore di lavorare con Ernesto Cagliero, importante fotografo dell’Italia degli anni ’50 che fermava su carta la Torino di quel tempo storico e cinematografico, immortalando i volti di personaggi noti fra i quali Rita Pavone, Vittorio Gassman, Sofia Loren e molti altri.

Lavora presso Ottica Fulcheri, centralissimo e rinomato negozio nel centro di Torino,

ricevendo una bella e proficua esperienza lavorativa durata 15 anni come ottico diplomato.
Nel 2000, prima di rientrare definitivamente nella sua Maremma Toscana in zona Terme di Saturnia, 

riesce ad iscriversi all'ultimo momento, mentre andava a salutare il suo maestro di fotografia cerimoniale il salesiano Mario Notario, 

al Centro di Formazione Salesiana "Regione Piemonte" Maria Ausiliatrice di Torino.
Risultando idoneo fra gli otto candidati fotografi con indirizzo digitale a numero chiuso, 

rimanda la sua partenza e frequenta per un anno il corso di specializzazione per conseguire il diploma di Fotografo Digitale. 

Sotto le ali del prof. Luigi Chianale mette a frutto tutta la sua esperienza analogica per apprendere tutte le nozioni dell'era digitale
e farne tesoro per il suo futuro d'imprenditore.
Al termine del corso di formazione presso i Salesiani, diplomandosi come migliore allievo,
si trasferisce, ancora più motivato, in Maremma Toscana.

Andrea ha partecipato al foto contest con quatto scatti, tutti molto apprezzati dal pubblico dei social.
“Amo i paesaggi maremmani ed ho creato il fotoritratto​ appositamente per il contest 2016”, ci precisa Andrea Bocchi, che si dice molto soddisfatto di aver partecipato all’iniziativa con l’intento di stimolare la condivisione, raggiungendo tutti i suoi contatti per la promozione di questa terra unica al mondo.
2016 © MeMi





giovedì 9 maggio 2013

WEIN UND FAHRRAD



WEIN UND BIKE: “Along the Way der Kavallerie”

Abfahrt vom den Baratti Bucht.
Besuchen etruskische Ausgrabungsstätte. Ascent km2. Nach oben und unten entlang der Panoramastraße und bietet Aussicht auf die typisch toskanische Landschaft (Olivenhainen, Weinbergen, Eichen, Mittelmeer).
Erreichen der Keller D.O.C.Val di Cornia. Weinprobe und  Verkostung typischen Produkten.
Spaziergang an der Küste entlang, Long Beach (Spiaggia Lunga) und La Buca delle Fate erreichen.
D.O.C.G. Val di Cornia Weine Probe.
Rückfahrt mit Kleinbus oder Zug .
Zeit-Fernwanderwege 2 Stunden. Gesamtdauer von 5 Stunden.
Path of 17 km. Mittleren Schwierigkeitsgrad .
Die Teilnehmer sind untrainierte Menschen.
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sabato 5 febbraio 2011

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: BLIND TASTING " I GRANDI ROSSI DI BOLGHERI" 2004 @...

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: BLIND TASTING " I GRANDI ROSSI DI BOLGHERI" 2004 @...: "Estratto dal Laboratorio detto “I grandi rossi di Bolgheri” : degustazione BLIND a cui ho assistito e di cui riporto le note emerse durante..."

BLIND TASTING " I GRANDI ROSSI DI BOLGHERI" 2004 @ CASTAGNETO A TAVOLA 2007


Estratto dal Laboratorio detto “I grandi rossi di Bolgheri” : degustazione BLIND a cui ho assistito e di cui riporto le note emerse durante CASTAGNETO A TAVOLA del 2007

Azienda AIA VECCHIA

“Sor Ugo” del 2004

Di colore ricco,sentori di legno, presenza balsamica, ribes e erbe aromatiche. Presenza di tannino,è fine ed equilibrato ma è troppo maturo probabilmente fu fatto macerare troppo a lungo. La frutta è troppo matura. C’è come un contrasto tra dolce e il tannino. Fu detto che il vino era imperfetto anche con un finale amaro in bocca dato da un estrazione lunga e rimontaggi che volevano estrarre il colore ma ciò danneggio il tannino che non è più nobile.

Azienda CIPRIANI

“San Martino” del 2004

Il colore è rubino carico che denotava la sua giovinezza. Al naso era dolce, ma non ampio. Il legno si nota poco, ci sono i frutti neri, risulta piccante. Il tannino è aggressivo, persistente ma non lunghissimo infatti è semplice, armonico e abbastanza di carattere con struttura. Risulta come un vino godibile, semplice e venne indicato come una buona espressione del territorio di Bolgheri tipico dei terreni sabbiosi.

Azienda CASA DI TERRA

“Maronea” 2004

Bolgheri Superiore

Il colore rivela il rubino e la porpora, è ricco. Esce la buona intensità del legno con sottobondo di ribes, mirtillo. È dolce ed accattivante al naso cioè è ben espresso il concetto di bevibilità. Emerge un bel frutto, emergono i tannini che non sono aggressivi, risulta complesso. Il vino è fresco, l’acidità è ottima, è rotondo e lascia la bocca pulita, fresca. Vino ben fatto da vigneti giovani.

Azienda Michele Satta

“Castagni” del 2003

Al naso è molto ampio, complesso con il legno ben controllato, terroso con uno spunto di selvatico. Bel naso. C’è un equilibrio ed il tannino è buono. Il 10% di Teroldego è usato per la struttura ed il colore, il frutto speziato, piccante che fa da spalla acidula al Merlot specialmente nelle estati calde. Il 20% è di Syrah, il 70 % di Cabernet Sauvignon. C’è una grande estrazione ed equilibrio con un ottimo naso, una nota di mentolato, la ciliegia. Necessita di ben 2 anni in bottiglia.

Azienda CASTELLO DI BOLGHERI

“Castello di Bolgheri” del 2004

Il colore è rubino intenso. Il naso è intenso, complesso ma chiuso e si apre con il tempo portando fuori note di peperone, il vegetale del Cabernet. Il tannino è giovane ed il vino è poco profondo, non lungo con relativo corpo. È ben fatto ma un po’ carente al palato e con troppo legno.

Azienda GIOVANNI CHIAPPINI

“Guado de’ Gemoli” del 2004

Vino giovane e ricco. Si sente il caffè, il cacao, il peperone. Ha gran corpo, è abbastanza acido con tannino ottimo anche è giovane, molto vivo. Vino di struttura, potente con un buon equilibrio. L’ingresso è alto e persistente infatti non abbandona. Ha struttura e corpo, bevibilità ed eleganza. L’alcol fresco dà la godibilità.

Azienda CAMPO ALLA SUGHERA

“Arnione” del 2004

Colore rubino intenso. Ricco con legno presente, il frutto è quasi caramellato di frutti neri, alcol alto, è morbido e dolce. Molto godibile con l’alcol che impegna il centro della bocca incontrando il frutto maturo conferisce la rotondità. Manca di freschezza.

Azienda TENUTA SAN GUIDO

“Sassicaia” del 2004

Rispetto agli altri si presenta di colore meno carico, ha meno luce, vino maturo. L’odore è ampio, poco legno ma si nota la vaniglia, la liquirizia. Poco profondo, pochi polifenoli, emerge invece l’eleganza. Vino giovane, scattante adatto ad invecchiare, lungo , profondo, buona espansione al centro della bocca. Nella progressione finale è elegante e bevibile. Il tannino probabilmente è indietro. Fresco al naso e complesso chiude sul frutto nero quasi con note di vaniglia.

Azienda SAPAIO

“Sapaio” del 2004

I colori sono rubino e porpora. È un vino concentrato, la tostatura delle barriques è netta ed evidente con sentori di caffè, cacao ma con poco frutto. Al naso è poco profondo, domina il legno rispetto al frutto ma ha una buona struttura. Ben fatto con bevibilità discreta e tannini giovani.

Questa fu per me la primissima Degustazione alla cieca a cui ho assistito. Spero di essere stata molto precisa nel riportare le parole, le considerazioni di chi conduceva il Laboratorio.

Nessuna delle note riportate è stata da me concepita.

venerdì 28 gennaio 2011


LE VIGNE DI ELISA BONAPARTE BACIOCCHI
L’Italia era la terra preferita della famiglia Bonaparte. Infatti Napoleone Imperatore assegnò ai suoi familiari stati in Italia più che altrove. Ormai da due secoli la nostra penisola era un passaggio obbligato del Gran tour , meta, per il compimento dell’educazione dei giovani aristocratici, scuola unica per artisti e musicisti di tutta l’Europa. Ma la Principessa trovò qui regresso e decadimento risultanti dal malgoverno, dall’ingerenza del clero e dalle superstizioni di un popolo ignorante .Il Principato di Piombino sotto il governo dei Boncompagni Ludovisi era rimasto totalmente estraneo alle Riforme avviate da Pietro Leopoldo nel confinante Granducato di Toscana. I Francesi, eredi dell’Illuminismo e della Rivoluzione, depositari convinti dei migliori valori della civiltà europea, sentivano che spettasse a loro, addirittura che fosse una missione, di portare, di imporre anzi, i benefici delle loro esperienze scientifiche, amministrative e culturali, ai popoli meno fortunati.

La sensibilità e la cultura di Elisa fece sì che lei scoprisse le grandi risorse naturali.

1805-1814: certamente un periodo breve per migliorare radicalmente il territorio di Piombino ma sufficientemente lungo per dare una scossa cosicché Elisa Bonaparte e FELICE Baciocchi, delegati dall’Augusto fratello a governare la Costa della Toscana, punto strategico per la navigazione nell’Alto Tirreno e verso la Corsica, vollero conoscere bene il territorio in tutti i suoi aspetti.

Così si iniziò la bonifica delle paludi costiere, il riassetto legislativo, la creazione della strada della “Principessa” che collega il porto di Piombino all’entroterra e verso San Vincenzo, fece avviare la politica sanitaria per lo sviluppo dell’agricoltura attraverso anche l’introduzione di colture come vigneti, gli oliveti, gli alberi da frutta e ornamentali.

Vennero chiamati nel Piombinese potatori lucchesi per innestare olivastri, così come vennero importati da Marsiglia “magnoli” di vite da impiantare ovunque il terreno lo permettesse.

La Principessa voleva creare vini di alta per mezzo di viti pregiate che proprio per le loro caratteristiche organolettiche superiori, rispetto a quelli locali, avrebbero avuto un mercato più ampio di quello locale, resistito meglio agli spostamenti. Quindi Elisa Baciocchi impartì l’ordine di inviare a Piombino quei vitigni francesi che entravano nella composizione dei tre grandi Crus : lo champagne, i vini di Bordeaux e quelli di Borgogna. Così il 20 Febbraio 1808 il brigantino La Vergine del Rosarioimbarcò un carico di crossettes dal porto di Marsiglia verso Livorno. Parte del carico proveniva da Epernay, nello Champagne, dall’azienda di Jean Remy Moet . Si ipotizza che i vitigni fossero il Pinot Nero, forse anche Chardonnay.

Maggiori notizie invece abbiamo sul carico partito dall’Orto botanico di Marsiglia, anche se la non precisione di allora nella catalogazione non sempre ci aiuta. Si parla infatti di 36400 crossettes di Brunfourca o Brunforxera . Il vitigni in questieno è da uva nera, il Brun Fourca, di antica origine provenzale. Appartiene alla famiglia di Cabernet Franc introdotta in Francia dai Romani nel XI sec. In Val de Loire. Si consigliava di piantarlo a mezza costa.

Poi arrivarono crossettes di mouvedre , vitigno a bacca rossa che appartiene alBandol Rouge. Anch’esso ha origini provenzali e a Piombino si consiglia di piantare in pianura e fondovalle, perché entra tardi in vegetazione e non è sensibile alle gelate primaverili.

Il terzo vitigno in ordine di quantità ad essere inviato fu l’Uni. Vitigno di origine italiana, nella varietà bianca è il nostro Trebbiano di Toscana, introdotto in Francia dai primi colonizzatori romani a partire dal Primo secolo avanti Cristo nella Gallia narbonese. Si diffuse poi verso la parte atlantica cambiando nome, identificandosi con in saint-émilion. E’ ancora il vitigno più usato per la produzione di Cognac e Armagnac.

Arriva anche un Pinot grigio che viene consigliato perché resistente ai trasporti, in purezza . Essendo un vitigno precoce doveva essere piantato vicino alle coste esposte a mezzogiorno.

La spedizione dei vitigni comprendeva anche l’uva passa e l’uva moscata e l’uva salamanna ovvero uva Zibibboo Moscatellone di Spagna.

Queste erano uve da tavola molto richieste al tempo anche grazie alla facilità di appassimento.

Quindi i vini provenienti dall’Orto Botanico di Marsiglia erano di origine Provenzale! I veri vini di Bordeaux non ci sono.

Nello stesso anno Elisa scrivendo al famoso fratello , parla dei successi avuti nello sviluppo del territorio e anche dell’acclimatazione delle viti. Nei boschi di Montioni infatti, tra gli spazi culturali allargati, si era impiantata una vigna moderna all’uso di Bordeaux.


martedì 28 dicembre 2010

Il miglior cuoco ? a Piombino è DONNA!




Se io fossi una giornalista, se fossi una persona famosa, se se se ....insomma viva i Blog personali che invece mi permettono di scrivere le mie considerazioni su alcune cuoche eccellenti .La prima che vorrei segnalare è LIA dell'OSTERIA VOLTURNO che insieme alla figlia Patrizia cucinano e accolgono clienti nel bel centro storico di Piombino nell' Osteria Volturno.
L'Osteria nacque nel 1913 come "Mescita" di vini i quali venivano serviti nel "gottino", una misura piccola di bicchiere. Il servizio era alla bona ma il locale si riempiva specialmente quando veniva servito il polpo lesso e la trippa ma sempre si potevano trovare le acciughe o le aringhe marinate.
Da quando i Mondanelli hanno rinnovato l'antichissima Osteria, conservando però un vero carattere di originalità con nasse, tramaghi e foto antiche appese alle pareti, qui si mangia nel pieno rispetto della migliore tradizione tipica marinara piombinese. I prodotti sono freschi di giornata a km 0, infatti l'asta del pesce, dove si servono le due donne, si trova a m 80 dal Ristorante!! Credo che pochi ristoratori possano vantare questo primato.Qui l'acciuga, l'acerto, la sarda, il parago, il polpo sono maneggiati e proposti semplicemente e magistralmente. Lia e Patrizia esperimentano anche la cucina più moderna seguendo e rimaneggiando a loro gusto, e al gusto dei clienti ,le mode del momento così che le occasioni di ritornare qui diventano infinite.
Dovendo scegliere però, quale piatto segnalare ho trovato naturale proporvi il loro CACCIUCCO, che non è alla livornese, neppure alla viareggina ma rispetta in pieno la tradizione tipica locale. Provare per credere!
I dolci invece sono delle vere e proprie sculture gustose che la loro pasticcera personale confeziona ad hoc per il locale.
I vini sono scelti in base alle pietanze proposte e provengono sia dalla DOC Val di Cornia che dalla migliori regioni vitivinicole italiane e francesi.


OSTERIA VOLTURNO
Corso Vittorio Emanuele II
Piombino (LI)

Il locale chiude solo il Lunedì ed è meglio prenotare al numero 0565 49081





domenica 19 dicembre 2010

CORSO SOMMELIER I° LIVELLO


Nuovo corso per diventare Sommelier in Val Di Cornia partirà entro la fine di Gennaio 2011, ma attenzione, le iscrizioni si chiuderanno entro il 15 Gennaio.

Se siete curiosi o voltete capire meglio gli orari, i luoghi dove si svolgerà il corso, contattate me (tel.3385814500) o il Direttore del corso Alcamo Alessandro 3487904726

Grazie per l'attenzione e Prosit a tutti!

giovedì 16 dicembre 2010

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousi...

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousi...: "Tutti pensano a Leonardo come ad un grande ingegnere, inventore, pittore eccelso, ma pochi sanno che fu un appassionato di cucina, anzi ..."

Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousine”



Tutti pensano a Leonardo come ad un grande ingegnere, inventore, pittore eccelso, ma pochi sanno che fu un appassionato di cucina, anzi che voleva dedicarsi solo a questo nella vita, ma vicende diverse lo distolsero!

La passione per la cucina risale alla sua infanzia, infatti la madre, in seconde nozze, sposò un pasticciere di Vinci. Nel 1469 va a bottega dal Verrocchio e per supplire allo scarso denaro che gli veniva dato Leonardo decise di andare a lavorare la sera alla Taverna delle Tre Lumache ( allora ubicata sul Ponte Vecchio). Successivamente fu destinato alla cucina. A questo punto accadde la rivolta degli avventori della taverna per i piatti presentati da Leonardo cuoco. Viene riportato nel Codex Romanoff : Minute porzioni di piccole squisite delicatezze accompagnate da minuscole deliziose formine intagliate nella polenta indurita, il tutto sistemato ad arte, erano i piatti presentati agli affamati avventori.

Davanti alla vivace protesta dei clienti della taverna fu costretto a fuggire per non essere linciato.

Egli in altre parole cominciò a privilegiare l’aspetto decorativo ed artistico dei piatti ma in effetti le quantità erano scarse.

E’ da questa esperienza che Leonardo progetto alcune macchine per alleviare le fatiche dei cuochi: il tritacarne, lavatrici, schiaccianoci, macinapepe, spiedini automatici, ventilatori per aerare la cucina cacciando i cattivi odori, un trita aglio, affetta-uova, un barbecue a legna ecc..



Nel 1478, allorchè la Locanda delle Tre Lumache andò completamente distrutta dal fuoco aprì, insieme al Botticelli, conosciuto a Bottega dal Verrocchio, la Locanda Le Tre Rane, che non ebbe fortuna proprio per la scarsità delle porzioni servite, anche se artistiche! Con il Botticelli realizzarono un Menù illustrato. A Leonardo è attribuita l’invenzione degli spaghetti(?) e della forchetta a tre punte per poterli mangiare. In realtà, inventò solo la macchina per tagliare le lasagne in striscioline che cotte in acqua bollente diventano spaghetti.

Nessuno, dopo il fallimento delle Tre Rane dette più lavoro a Firenze a Leonardo. Si trasferì così a Milano presso la Corte di Ludovico Il Moro, essendo stato raccomandato da Lorenzo Il Magnifico. Qui lavorò come Gran Maestro di Feste e Banchetti di Corte.

Notizia presa dal libro " Il Gusto della Storia" di Remo Bagnasco proprietario del Ristorante "Il Drago D'Appiano di Via Vittorio Emanuele, Piombino (LI)

Per l'intero repertorio di utensili: http://www.libreriauniversitaria.it/note-cucina-leonardo-vinci-routh/libro/9788888700441

Da "Ulisse"-trasmissione televisiva :http://www.youtube.com/watch?v=rCW0Zf_UsOQ

Stralcio della lettera di Leonardo al fattore della Tenuta di Fiesole (Toscana), nella quale si legge il disappunto per la cattiva qualità del vino speditogli a Milano: http://www.sommelierxpassione.eu/Leonardo%20da%20Vinci.htm

Abbinerei ad una visita a Vinci un BIANCO DELL'EMPOLESE D.O.C. con Carciofi fritti.....che ne dite? Postate un giudizio e magari una ricetta vostra!

"et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni"(Leonardo da Vinci)



sabato 11 dicembre 2010

"La bella Simonetta" : Venere di Botticelli, fanciulla piombinese

C’è una leggenda molto romantica che riguarda il dipinto “La nascita di Venere” di Sandro Botticelli.

Il dipinto fu commissionato a Botticelli da Giuliano di Piero de' Medici, che era innamorato di Simonetta Vespucci, il modello della Nascita di Venere é custodito agli Uffizi. L’amore fra Giuliano e Simonetta è stato un grande, leggendario amore che ha fatto fantasticare per decenni i fiorentini.

Intorno al tardo Quattrocento, Giuliano governava Firenze insieme al fratello Lorenzo il Magnifico. Mentre Lorenzo era occupato a tenere in pugno le redini politiche della città, Giuliano si impegnava in competizioni cavalleresche per vincere l’affetto di Simonetta. Ad una giostra, la sua bandiera recava un dipinto del volto di Simonetta con sotto scritte le parole "L’unica e sola". La giovane Simonetta è stata il modello non solo di Botticelli, ma anche di altri pittori rinascimentali. Presto, i suoi ritratti erano sparsi per tutta Firenze ed i cittadini erano affascinati a tal punto dalla bellezza della ragazza da darle il soprannome di “La bella Simonetta”.

Alcuni sostengono che lo stesso Botticelli fosse innamorato di Simonetta, un’amore mai dichiarato, espresso solo attraverso i numerosi ritratti. Oltre al famosi dipinto della Galleria degli Uffizi, molte delle donne nei quadri di Botticelli assomigliano a Simonetta.

Simonetta diventa il raffinato testimonial di un’abile campagna pubblicitaria che i Medici mettono in atto nel momento cruciale della loro presa di potere. Intorno a lei si crea quello che oggi sarebbe un fenomeno mediatico: i poeti la cantano, i pittori la ritraggono, la città ne parla sotto la spinta dell’incalzare degli avvenimenti che mutano lo scenario politico e gli equilibri sociali. E’ la bellezza morale e intellettuale, la rinascita dell’età dell’oro che solo




un buon governo, quello dei Medici, avrebbe potuto assicurare garantendo alla città e al popolo pace, prosperità, egemonia

Simonetta trascorse infanzia e adolescenza nel Palazzo di Cittadella a Piombino.Il suo matrimonio con Marco Vespucci fiorentino suggellò l’avvicinamento tra la Signoria degli Appiani (in particolare del cognato Jacopo III) e Lorenzo dei Medici, il Magnifico.

La giovane Simonetta morì tragicamente di tubercolosi alla tenera età di 22 anni. La Nascita di Venere è stata effettivamente completata nel 1485, nove anni dopo la sua morte. Botticelli era ancora in grado di catturare la sua bellezza dal semplice ricordo. Per richiesta del grande pittore, ora Sandro e Simonetta riposano in pace uno accanto all’altro nella chiesa d’Ognissanti a Firenze.

La Nascita di Venere, custodita nella Galleria degli Uffizi, è un dipinto un commovente amore che si è celebrato sotto il cielo di Firenze.

http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/2010/06/29/LBAPO_LBA03.html

Voglio associare questa storia d'amore platonico ma affascinante al vino del Rinascimento per eccellenza: La Vernaccia di San Gimignano!

Sarebbe stato forse più logico parlando di Firenze pensare al vino Chianti?

Lascia cortesemente il tuo commento!

"Il Peposo" ovvero LE NORMALI ECCELLENZE TOSCANE




Una leggenda fiorentina racconta che Ser Filippo Bruneleschi , abbia sfamato e riscaldato con il peposo i suoi artigiani che lavoravano all " fabbrica " di Santa Maria del Fiore a Firenze .
I " fornacini " dele zone dell'Impruneta e di Greve in Chianti , addetti alla cottura dei mattoni , pare abbiano inventato questo piatto durante la preparazione del cotto .
Infatti usavano mettere della carne nell'imboccatura del forno in modo da cuocerla lentamete.
Il Peposo sfama e riscalda senz'altro anche oggi.
E' un piatto forte che sa' di fuoco e di teracotta.
E' un piatto che ha in se la storia e la cultura millenaria della Toscana.
Un piatto che evoca antiche e leggendarie tavolate di serate di veglia sull'aia , sotto i loggiati , in compagnia di un buon bicchiere di vino e tanti commensali.
La ricetta originaria parla solo di pepe che ai tempi , quando non esistevano ne ghiacciaie ne frigoriferi , era l'unico conservante per la carne , anche perche' , essendo cosi' forte nell'odore , toglieva e copriva altri odori ala carne non perfettamente conservata...
qui vorrei proporvi la versione con la carne maremmana!!

Peposo di manzo di Vacca maremmana
Ingredienti per 4 persone


Difficoltà:
Media

Tempo di preparazione:
5 ore

Vini:
n/a
Muscolo di manzo
1 kg
Pomodori pelati
1 barattolo
Concentrato di pomodoro
40 gr
Pepe macinato
abbondante
Pepe in grani
20 gr
Sedano
100 gr
Carota
100 gr
Aglio
2 spicchi
Cipolla
80 gr
Rosmarino, Salvia, Alloro, Bacche di Ginepro
qb
Scorza di limone
qb
Cannella
qb
Olio extravergine di oliva
qb

Preparazione
1.
Tagliare il muscolo di manzo a tocchi piccoli. Metterli in fusione il giorno prima in un recipiente, mettendo insieme rosmarino, salvia, alloro, legandoli in un fascetto che toglieremo a fine cottura. Pepe in grani, pepe macinato, bacche di ginepro. Coprire il tutto con del buon vino rosso (più è buono il vino meglio viene il peposo).
2.
Mettere a soffriggere il sedano, la cipolla, la carota, l'aglio con olio d'oliva. Appena pronto il soffritto, aggiungere i tocchi di carne e mescolarli fino a quando la carne non sarà rosolata da tutte le parti.
3.
Aggiungere il vino fino a coprire totalmente la carne e successivamente aggiustare di pepe nero e sale, aggiungere la buccia di limone, il pomodoro, il concentrato, la cannella e la noce moscata. Coprire bene e far cuocere a fuoco medio-basso girando ogni tanto per evitare che si attacchi. La cottura media è di 4 ore, ma più cuoce e meglio è. Buon appetito!!!

IL VINO ABBINATO SARà O MORELLINO DI SCANSANO O CHIANTI CLASSICO RISERVA....CHE NE DICI?