venerdì 28 gennaio 2011


LE VIGNE DI ELISA BONAPARTE BACIOCCHI
L’Italia era la terra preferita della famiglia Bonaparte. Infatti Napoleone Imperatore assegnò ai suoi familiari stati in Italia più che altrove. Ormai da due secoli la nostra penisola era un passaggio obbligato del Gran tour , meta, per il compimento dell’educazione dei giovani aristocratici, scuola unica per artisti e musicisti di tutta l’Europa. Ma la Principessa trovò qui regresso e decadimento risultanti dal malgoverno, dall’ingerenza del clero e dalle superstizioni di un popolo ignorante .Il Principato di Piombino sotto il governo dei Boncompagni Ludovisi era rimasto totalmente estraneo alle Riforme avviate da Pietro Leopoldo nel confinante Granducato di Toscana. I Francesi, eredi dell’Illuminismo e della Rivoluzione, depositari convinti dei migliori valori della civiltà europea, sentivano che spettasse a loro, addirittura che fosse una missione, di portare, di imporre anzi, i benefici delle loro esperienze scientifiche, amministrative e culturali, ai popoli meno fortunati.

La sensibilità e la cultura di Elisa fece sì che lei scoprisse le grandi risorse naturali.

1805-1814: certamente un periodo breve per migliorare radicalmente il territorio di Piombino ma sufficientemente lungo per dare una scossa cosicché Elisa Bonaparte e FELICE Baciocchi, delegati dall’Augusto fratello a governare la Costa della Toscana, punto strategico per la navigazione nell’Alto Tirreno e verso la Corsica, vollero conoscere bene il territorio in tutti i suoi aspetti.

Così si iniziò la bonifica delle paludi costiere, il riassetto legislativo, la creazione della strada della “Principessa” che collega il porto di Piombino all’entroterra e verso San Vincenzo, fece avviare la politica sanitaria per lo sviluppo dell’agricoltura attraverso anche l’introduzione di colture come vigneti, gli oliveti, gli alberi da frutta e ornamentali.

Vennero chiamati nel Piombinese potatori lucchesi per innestare olivastri, così come vennero importati da Marsiglia “magnoli” di vite da impiantare ovunque il terreno lo permettesse.

La Principessa voleva creare vini di alta per mezzo di viti pregiate che proprio per le loro caratteristiche organolettiche superiori, rispetto a quelli locali, avrebbero avuto un mercato più ampio di quello locale, resistito meglio agli spostamenti. Quindi Elisa Baciocchi impartì l’ordine di inviare a Piombino quei vitigni francesi che entravano nella composizione dei tre grandi Crus : lo champagne, i vini di Bordeaux e quelli di Borgogna. Così il 20 Febbraio 1808 il brigantino La Vergine del Rosarioimbarcò un carico di crossettes dal porto di Marsiglia verso Livorno. Parte del carico proveniva da Epernay, nello Champagne, dall’azienda di Jean Remy Moet . Si ipotizza che i vitigni fossero il Pinot Nero, forse anche Chardonnay.

Maggiori notizie invece abbiamo sul carico partito dall’Orto botanico di Marsiglia, anche se la non precisione di allora nella catalogazione non sempre ci aiuta. Si parla infatti di 36400 crossettes di Brunfourca o Brunforxera . Il vitigni in questieno è da uva nera, il Brun Fourca, di antica origine provenzale. Appartiene alla famiglia di Cabernet Franc introdotta in Francia dai Romani nel XI sec. In Val de Loire. Si consigliava di piantarlo a mezza costa.

Poi arrivarono crossettes di mouvedre , vitigno a bacca rossa che appartiene alBandol Rouge. Anch’esso ha origini provenzali e a Piombino si consiglia di piantare in pianura e fondovalle, perché entra tardi in vegetazione e non è sensibile alle gelate primaverili.

Il terzo vitigno in ordine di quantità ad essere inviato fu l’Uni. Vitigno di origine italiana, nella varietà bianca è il nostro Trebbiano di Toscana, introdotto in Francia dai primi colonizzatori romani a partire dal Primo secolo avanti Cristo nella Gallia narbonese. Si diffuse poi verso la parte atlantica cambiando nome, identificandosi con in saint-émilion. E’ ancora il vitigno più usato per la produzione di Cognac e Armagnac.

Arriva anche un Pinot grigio che viene consigliato perché resistente ai trasporti, in purezza . Essendo un vitigno precoce doveva essere piantato vicino alle coste esposte a mezzogiorno.

La spedizione dei vitigni comprendeva anche l’uva passa e l’uva moscata e l’uva salamanna ovvero uva Zibibboo Moscatellone di Spagna.

Queste erano uve da tavola molto richieste al tempo anche grazie alla facilità di appassimento.

Quindi i vini provenienti dall’Orto Botanico di Marsiglia erano di origine Provenzale! I veri vini di Bordeaux non ci sono.

Nello stesso anno Elisa scrivendo al famoso fratello , parla dei successi avuti nello sviluppo del territorio e anche dell’acclimatazione delle viti. Nei boschi di Montioni infatti, tra gli spazi culturali allargati, si era impiantata una vigna moderna all’uso di Bordeaux.


martedì 28 dicembre 2010

Il miglior cuoco ? a Piombino è DONNA!




Se io fossi una giornalista, se fossi una persona famosa, se se se ....insomma viva i Blog personali che invece mi permettono di scrivere le mie considerazioni su alcune cuoche eccellenti .La prima che vorrei segnalare è LIA dell'OSTERIA VOLTURNO che insieme alla figlia Patrizia cucinano e accolgono clienti nel bel centro storico di Piombino nell' Osteria Volturno.
L'Osteria nacque nel 1913 come "Mescita" di vini i quali venivano serviti nel "gottino", una misura piccola di bicchiere. Il servizio era alla bona ma il locale si riempiva specialmente quando veniva servito il polpo lesso e la trippa ma sempre si potevano trovare le acciughe o le aringhe marinate.
Da quando i Mondanelli hanno rinnovato l'antichissima Osteria, conservando però un vero carattere di originalità con nasse, tramaghi e foto antiche appese alle pareti, qui si mangia nel pieno rispetto della migliore tradizione tipica marinara piombinese. I prodotti sono freschi di giornata a km 0, infatti l'asta del pesce, dove si servono le due donne, si trova a m 80 dal Ristorante!! Credo che pochi ristoratori possano vantare questo primato.Qui l'acciuga, l'acerto, la sarda, il parago, il polpo sono maneggiati e proposti semplicemente e magistralmente. Lia e Patrizia esperimentano anche la cucina più moderna seguendo e rimaneggiando a loro gusto, e al gusto dei clienti ,le mode del momento così che le occasioni di ritornare qui diventano infinite.
Dovendo scegliere però, quale piatto segnalare ho trovato naturale proporvi il loro CACCIUCCO, che non è alla livornese, neppure alla viareggina ma rispetta in pieno la tradizione tipica locale. Provare per credere!
I dolci invece sono delle vere e proprie sculture gustose che la loro pasticcera personale confeziona ad hoc per il locale.
I vini sono scelti in base alle pietanze proposte e provengono sia dalla DOC Val di Cornia che dalla migliori regioni vitivinicole italiane e francesi.


OSTERIA VOLTURNO
Corso Vittorio Emanuele II
Piombino (LI)

Il locale chiude solo il Lunedì ed è meglio prenotare al numero 0565 49081





domenica 19 dicembre 2010

CORSO SOMMELIER I° LIVELLO


Nuovo corso per diventare Sommelier in Val Di Cornia partirà entro la fine di Gennaio 2011, ma attenzione, le iscrizioni si chiuderanno entro il 15 Gennaio.

Se siete curiosi o voltete capire meglio gli orari, i luoghi dove si svolgerà il corso, contattate me (tel.3385814500) o il Direttore del corso Alcamo Alessandro 3487904726

Grazie per l'attenzione e Prosit a tutti!

giovedì 16 dicembre 2010

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousi...

ACCOMPAGNATRICE TURISTICA SOMMELIER FISAR: Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousi...: "Tutti pensano a Leonardo come ad un grande ingegnere, inventore, pittore eccelso, ma pochi sanno che fu un appassionato di cucina, anzi ..."

Leonardo Da Vinci precursore della “nouvelle cousine”



Tutti pensano a Leonardo come ad un grande ingegnere, inventore, pittore eccelso, ma pochi sanno che fu un appassionato di cucina, anzi che voleva dedicarsi solo a questo nella vita, ma vicende diverse lo distolsero!

La passione per la cucina risale alla sua infanzia, infatti la madre, in seconde nozze, sposò un pasticciere di Vinci. Nel 1469 va a bottega dal Verrocchio e per supplire allo scarso denaro che gli veniva dato Leonardo decise di andare a lavorare la sera alla Taverna delle Tre Lumache ( allora ubicata sul Ponte Vecchio). Successivamente fu destinato alla cucina. A questo punto accadde la rivolta degli avventori della taverna per i piatti presentati da Leonardo cuoco. Viene riportato nel Codex Romanoff : Minute porzioni di piccole squisite delicatezze accompagnate da minuscole deliziose formine intagliate nella polenta indurita, il tutto sistemato ad arte, erano i piatti presentati agli affamati avventori.

Davanti alla vivace protesta dei clienti della taverna fu costretto a fuggire per non essere linciato.

Egli in altre parole cominciò a privilegiare l’aspetto decorativo ed artistico dei piatti ma in effetti le quantità erano scarse.

E’ da questa esperienza che Leonardo progetto alcune macchine per alleviare le fatiche dei cuochi: il tritacarne, lavatrici, schiaccianoci, macinapepe, spiedini automatici, ventilatori per aerare la cucina cacciando i cattivi odori, un trita aglio, affetta-uova, un barbecue a legna ecc..



Nel 1478, allorchè la Locanda delle Tre Lumache andò completamente distrutta dal fuoco aprì, insieme al Botticelli, conosciuto a Bottega dal Verrocchio, la Locanda Le Tre Rane, che non ebbe fortuna proprio per la scarsità delle porzioni servite, anche se artistiche! Con il Botticelli realizzarono un Menù illustrato. A Leonardo è attribuita l’invenzione degli spaghetti(?) e della forchetta a tre punte per poterli mangiare. In realtà, inventò solo la macchina per tagliare le lasagne in striscioline che cotte in acqua bollente diventano spaghetti.

Nessuno, dopo il fallimento delle Tre Rane dette più lavoro a Firenze a Leonardo. Si trasferì così a Milano presso la Corte di Ludovico Il Moro, essendo stato raccomandato da Lorenzo Il Magnifico. Qui lavorò come Gran Maestro di Feste e Banchetti di Corte.

Notizia presa dal libro " Il Gusto della Storia" di Remo Bagnasco proprietario del Ristorante "Il Drago D'Appiano di Via Vittorio Emanuele, Piombino (LI)

Per l'intero repertorio di utensili: http://www.libreriauniversitaria.it/note-cucina-leonardo-vinci-routh/libro/9788888700441

Da "Ulisse"-trasmissione televisiva :http://www.youtube.com/watch?v=rCW0Zf_UsOQ

Stralcio della lettera di Leonardo al fattore della Tenuta di Fiesole (Toscana), nella quale si legge il disappunto per la cattiva qualità del vino speditogli a Milano: http://www.sommelierxpassione.eu/Leonardo%20da%20Vinci.htm

Abbinerei ad una visita a Vinci un BIANCO DELL'EMPOLESE D.O.C. con Carciofi fritti.....che ne dite? Postate un giudizio e magari una ricetta vostra!

"et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni"(Leonardo da Vinci)